@beatandfeat. Studenti e insegnanti stanno scrivendo la storia

In questo momento in cui tutto si sgretola la scuola, per quanto criticata, resta uno dei pochi punti di riferimento per i ragazzi.

Per loro, Francesca Santambrogio, insegnante di inglese in un istituto professionale di Rho (Milano) ha dato vita a una pagina Instagram, @beatandfeat.

Francesca, come stanno i tuoi studenti? Sei in contatto con loro? Cosa ti raccontano?

Sono terribilmente annoiati, ma questa è solo la punta dell’iceberg. Sono confusi e preoccupati. Leggono notizie che a volte non sono in grado di filtrare, ripetono senza convinzione i luoghi comuni che trovano su internet, si chiedono e ci chiedono che cosa ci riservi il futuro, scolastico e non.
La scuola in cui lavoro ha attivato, come molte altre, forme di didattica  a distanza, grazie alle video conferenze. La cosa che mi stupisce è vedere la voglia con cui ragazzi dalla frequenza scolastica decisamente saltuaria partecipano a questi incontri. E penso che questo la dica lunga. Hanno voglia di parlare, con noi e tra loro, nonostante le difficoltà dovute a cellulari mal funzionanti e connessioni instabili. Fanno domande, soprattutto quelli di quinta in pensiero per l’esame di maturità. Scherzano e fanno battute, ma quello che si percepisce è la tensione dietro al tormentone di questo momento: “Prof, non avrei mai creduto che la scuola potesse mancarmi così tanto”.

Qual è lo scopo di @beatandfeat? Perché hai pensato proprio a una pagina Instagram e non soltanto ai tradizionali compiti da svolgere a casa?

Diciamo che sono allergica ai tradizionali compiti da svolgere a casa, che finiscono per demandare alle famiglie il lavoro degli insegnanti. La maggior parte dei miei alunni è in difficoltà quando deve studiare senza una guida…
Sono ragazzi in gamba, intelligenti, istintivi, amano la musica, il disegno, le loro moto e le loro macchine, credono nell’amicizia, ma non tollerano regole o imposizioni e odiano la scuola. Quella fatta per chi sa concentrarsi, prendere appunti, leggere e ripetere. Quella in cui le persone si identificano con i voti e i loro sono sempre insufficienti. Quella che a loro ha riservato solo condanne e frustrazioni perché non si “impegnavano”. Sono gli studenti che nessuno vuole, sfogano la loro rabbia spesso senza freni, ma se riesci a incrociare i loro sguardi e ad andare oltre le apparenze ti si apre un mondo di necessità, di paure, di richiesta di ascolto non giudicante. Ora più che mai sono allo sbando, chiusi in case da cui hanno sempre cercato di fuggire, separati dagli amici che spesso considerano come una famiglia, lontani anche dalla scuola che, per quanto criticata, resta per loro uno dei pochi punti di riferimento.
Questa è l’idea dietro la pagina Instagram @beatandfeat che nasce solo per loro e non vuole assolutamente essere un’iniziativa didattica. Il mio obiettivo è quello di utilizzare il social che preferiscono per fargli scrivere la storia che stiamo vivendo e tenerli insieme anche a distanza.  Hanno bisogno di raccontare le loro paure e le loro emozioni, esprimendosi con la modalità che più preferiscono. La pagina Instagram prende forma grazie ai materiali che mi inviano. L’idea iniziale era quella di pubblicare un beat musicale come stimolo alla loro creatività e come elemento di unione di tutti i loro contributi che immaginavo montati in un video musicale. Insomma una specie di grande feat a distanza. In realtà, dopo due giorni dalla creazione della pagina, le cose si stanno modificando un po’, grazie alle loro proposte. La promessa era quella di pubblicare il beat al raggiungimento dei 500 follower, ma mi piace lasciare che la pagina si modifichi sotto la loro guida. Del resto qui i protagonisti sono loro!

Questa emergenza sanitaria ha fatto intraprendere dalla scuola percorsi diversi da quelli finora battuti: se tutto #andràbene, come sarà la didattica post-coronavirus?

Sinceramente non ci ho ancora pensato. Questa emergenza ci sta insegnando ad utilizzare in maniera più seria e completa la tecnologia per fare didattica e questo ci metterà a disposizione degli strumenti per innovare il nostro modo di fare lezione. Penso però  che alla riapertura delle scuole ci troveremo davanti degli studenti profondamente cambiati. La sfida che ci attende sarà quella di recuperare ed incanalare in maniera costruttiva le nuove consapevolezze derivanti dall’esperienza forzata dell’isolamento.
Io sono fiduciosa: i nostri ragazzi sono pieni di risorse e noi insegnanti avremo il privilegio di poterli affiancare nella ricostruzione di una società messa a dura prova dal covid19. Avremo tutti più chiaro quali sono le cose importanti davvero. Insomma, sarà un po’ come avere una seconda possibilità, non dobbiamo sprecarla!

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