#3minutidinfusione: Romanza senza parole, Sof’ja Tolstaja

Ivan Ilič andò al pianoforte, suonò i primi accordi, e all’improvviso Saša capì che era perduta […] quei suoni, che le avevano dato un tempo pace e felicità, risvegliavano ora in lei paura e un’agitazione insolita e dolorosa. Era attratta irresistibilmente da quell’uomo, che attraverso la musica si era impadronito di lei: l’arte era uscita dalla sfera dell’astratto e si era trasformata in un sentimento terreno. Aveva perso la sua purezza e il suo candore […] Quella sera avrebbe cambiato l’intero mondo di Saša.

Romanza senza parole è la seconda opera di Sof’ja Tolstaja che, a soli 18 anni, diventa moglie dell’illustre scrittore Lev Tolstoj molto più anziano di lei.

Donna di talento, Sof’ja abbandona le proprie ambizioni letterarie per dedicarsi completamente al marito e ai loro tredici figli.
Le crescenti incomprensioni con il marito, minato da una profonda crisi esistenziale che lo accompagnerà per tutta la vita, alla ricerca della verità, porta Sof’ja a riprendere a scrivere: due romanzi, racconti, diari e due autobiografie.

Non era un pianoforte, non erano note, ma un poema intero sul mondo interiore dell’essere umano […] Si sedette al pianoforte e intonò sommessamente la sonata del giorno prima e mentre suonava si rasserenava. 

Con il suo primo romanzo Amore colpevole, Sof’ja esce dall’ombra del successo del marito: ciò avviene nel 2010 quando, in occasione del centenario della morte di Tolstoj, come la stessa Sof’ja aveva chiesto, il romanzo viene pubblicato postumo, affinché la crisi matrimoniale dei due non si inasprisse ulteriormente.

Saša non raccontò nulla al marito dell’inquilino della casa gialla e di quell’emozione travolgente che il suo modo di suonare aveva suscitato in lei. Custodì gelosamente il segreto che aveva alleviato la sua pena e attese con impazienza che dalla dacia vicina risuonasse di nuovo la musica. 

Romanza senza parole è un’ode alla musica che, nei momenti più spiacevoli della nostra vita, irrompe, sconvolgendoci con un’inattesa felicità e innaturale serenità.

Anche Saša sospirò, le sembrò che quella musica le togliesse un grave peso dell’anima.
E per la prima volta […]  si sentì riconciliata con la vita.

Tra passione e senso del dovere, come in un gioco di specchi, la storia di Saša suona, in risposta alla melodia gelosa della Sonata a Kreutzer del marito.

 

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