Norwegian Wood, Murakami Haruki

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“Era un’età in cui qualunque cosa io potessi vedere, sentire, pensare, mi tornava sempre nelle mani come un boomerang. Per giunta ero innamorato, e quell’amore mi aveva portato in una situazione terribilmente complicata. Non c’era nessuno spazio per accorgersi del paesaggio.”

Nel 1987 Norwegian Wood è stato uno dei più attesi eventi letterari del dopoguerra: in un contesto giapponese sempre più rivolto a mondi virtuali e tecnologici, Murakami Haruki capta il bisogno diffuso ma non ancora dichiarato di esplorare la zona dei sentimenti. L’autore, catturando prima degli altri una sensibilità ancora inespressa e traducendola in termini riconoscibili, entra in sintonia con quella gran parte di giovani che si rispecchia perfettamente nei personaggi.

“Io leggevo molto i libri, è vero, ma non leggevo molti libri perché a me piaceva leggere più volte quelli che amavo. Gli scrittori che preferivo in quel periodo erano Truman Capote, John Updike, Francis Scott Fitzgerald e Raymond Chandler, ma né al corso né al collegio si trovava una sola persona che leggesse o amasse quel tipo di romanzi.”

Watanabe Tōru è un adolescente inconsapevole delle proprie qualità, dissonante rispetto al mondo, continuamente assalito dal dubbio ma guidato anche da un ostinato e personale senso della morale che lo fa sentire solo.
Il sentimento di amore che cresce dentro di lui nei confronti di una ragazza, Naoko, è puro, idealistico: d’altronde Tōru, a differenza dei suoi coetanei, dediti alla lettura di scrittori giapponesi, legge soprattutto Il grande Gatsby.

“Naoko non appare, io nemmeno. E mi chiedo dove siamo andati a finire noi due. Come è potuto succedere? Dove è andato a finire tutto quello che ci sembrava così prezioso, dov’è lei e dov’è la persona che ero allora, il mio mondo?”

Infiniti riferimenti alla cultura pop accompagnano il romanzo realistico che Murakami aveva in mente da tempo di scrivere, per liberarsi dalle atmosfere dei precedenti che, al contrario, decostruivano la realtà e tenevano a freno le emozioni. Norwegian Wood rievoca con nostalgia i passati anni Sessanta con un tono elegiaco, rappresentando quasi un caso isolato nella carriera dello scrittore. Eppure qualcosa cambierà in lui che in altri successivi romanzi non riuscirà a mantenere il tono distaccato: l’elemento umano acquisterà sempre più spazio e importanza.

– Forse avremmo dovuto pagare il nostro debito nei confronti del mondo, – disse Naoko sollevando il viso. – La difficoltà di crescere. – 

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