Il meraviglioso Mago di Oz, Lyman Frank Baum

“La storia del Meraviglioso Mago di Oz fu scritta unicamente per allietare i bambini di oggi. Esso aspira a essere un racconto di fiabe modernizzato, in cui siano mantenute la meraviglia e la gioia, mentre i patemi d’animo e gli incubi non ci sono più.”

Nel 1900 Lyman Frank Baum, ottenuta una discreta tranquillità economica dopo il suo primo libro di successo Papà oca: il suo libro e dedicatosi alla letteratura a tempo pieno, pubblica il suo capolavoro Il meraviglioso Mago di Oz. Nelle parole precedenti, lo scrittore esprime il suo desiderio di voler divertire e far sognare i giovani lettori evitando ogni moralismo o intento didascalico.
Il racconto dall’ispirazione fantastica ottiene immediatamente un notevole successo: per i ragazzi statunitensi, che di solito privilegiavano le storie d’avventura o i racconti di ambientazione storico-realistica, il viaggio di Dorothy, dello Spaventapasseri, del Boscaiolo di Latta e del Leone Vigliacco, è una vera e propria novità.
Baum lascia la dimensione fiabesca e favolistica alla letteratura europea e lo strepitoso successo del romanzo lo convinse a riadattarlo per il palcoscenico e lo schermo. Il Mago di Oz in versione cinematografica è legata soprattutto al film a colori interpretato da Judy Garland nel 1939.
Con una dolcezza mai stucchevole e una velata maturità, la meta della Città di Smeraldo rappresenta per i personaggi di questo racconto una corsa verso ciò che si pensa di non possedere.
Intelligenza, Gentilezza e Coraggio: questi sono per Baum gli ingredienti per una vita se non perfetta quanto meno dignitosa.
” – E il mio cuore? – chiese il Boscaiolo di Latta.
– Bé, quanto a questo – rispose Oz – secondo me tu fai male a desiderare un cuore.
Il cuore rende infelice la maggioranza delle persone. Tu sei fortunato a essere senza; basterebbe che te ne rendessi conto.
– Questione di opinioni – disse il Boscaiolo di Latta. – Per me, se mi darai un cuore sono pronto a sopportare tutta l’infelicità del mondo senza la minima protesta.”
Delicata metafora della scoperta di se stessi, il Mago di Oz non ha bisogno di troppe descrizioni: le avventure si susseguono rapidamente, dando alla trama un piacevole ritmo. Fantasticare è facile, ancor di più lo è, per un piccolo lettore, rendersi conto che ciò di cui i personaggi sono alla ricerca già li appartiene.
“L’esperienza è la sola cosa che porta la sapienza”.

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